IGT DOC DOCG significato dell'acronimo disciplinare le classificazioni https://www.ricettaoriginale.com/category/igt-doc-docg/ .....Consigli e Ricette sempre gustose per venire incontro all'esigenze delle Donne Moderne Tue, 09 Mar 2021 16:28:22 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.9.5 https://www.ricettaoriginale.com/wp-content/uploads/2019/07/cropped-ricetta-originale-3-32x32.png IGT DOC DOCG significato dell'acronimo disciplinare le classificazioni https://www.ricettaoriginale.com/category/igt-doc-docg/ 32 32 Iso 22005 la certificazione https://www.ricettaoriginale.com/iso-22005/ Fri, 29 Jan 2021 21:03:48 +0000 https://www.ricettaoriginale.com/?p=9780 La norma ISO 22005 di che cosa si tratta?…  sostituisce le norme UNI ISO 10929:01 relative al “sistema di rintracciabilità nelle filiere agroalimentari” e la UNI ISO 11020:02 relativa “sistema di rintracciabilità nelle aziende agroalimentari”, applicabile a tutto il settore agroalimentare incluso il quello delle produzioni mangimistiche ed i servizi annessi. Questa norma volontaria è […]

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La norma ISO 22005 di che cosa si tratta?…  sostituisce le norme UNI ISO 10929:01 relative al “sistema di rintracciabilità nelle filiere agroalimentari” e la UNI ISO 11020:02 relativa “sistema di rintracciabilità nelle aziende agroalimentari”, applicabile a tutto il settore agroalimentare incluso il quello delle produzioni mangimistiche ed i servizi annessi.

Questa norma volontaria è il regolamento di riferimento internazionale per la certificazione dei sistemi di rintracciabilità agroalimentari.

L’attuazione di tali sistemi di rintracciabilità nelle aziende e nelle filiere agroalimentari è un mezzo necessario per:

  1. Conformarsi agli obblighi imposti inerenti alla tracciabilità;
  2. Valorizzare al massimo le caratteristiche peculiari, le origini, e gli ingredienti del prodotto;
  3. Essere all’altezza dell’aspettativa del cliente (grande distribuzione e consumatore);
  4. Questa è la Iso 22005

Solo il sistema di rintracciabilità non serve a garantire la sicurezza del prodotto alimentare, ma sicuramente aiuterà a dare uno strumento a raggiungere così tale obiettivo.

Infatti, quando si ricerca la conformità igienico-sanitaria, tra i vari requisiti, si ha anche la capacità di risalire alla filiera di origine del prodotto e dell’eventuale problema e se necessario procedere con il ritiro o richiamo di quello specifico prodotto o lotto.

Le organizzazioni che volessero fregiarsi della certificazione Iso 22005 dovranno prima effettuare il processo di implementazione della norma. Ed in seguito quindi ‘subire’ la verifica di un organismo per terzo. Che valuterà la conformità alla norma annualmente.

La certificazione per la tracciabilità di filiera può essere effettuata da una singola azienda oppure da un gruppo. Spesso integrata con altre certificazioni alimentari quali gli standard alimentare Brc ed Ifs, global gap o Fsssc 22000.

Punti chiave della certificazione Iso 22005

L’implementazione di un sistema di rintracciabilità deve obbligatoriamente definire le seguenti caratteristiche:

  • Norme e documenti vigenti al sistema di rintracciabilità.
  • Posizionamento dell’organizzazione dentro la filiera;
  • Obbiettivi definiti.
  • Ingredienti e prodotti che devono essere rintracciati.
  • Organizzazione e individuazione puntuale dei fornitoti e clienti, nella catena alimentare.
  • I flussi dei materiali.
  • Le informazioni da trattare.
  • I protocolli e la documentazione.
  • La gestione dei flussi in filiera.
  • La gestione delle emergenze

Vantaggi

  • Sostenere il sistema aziendale adottato: garantire il rispetto dei requisiti per la tracciabilità oltre che quelli igienico sanitari, legali e per la qualità del prodotto.
  • Soddisfare le richieste puntuali del consumatore.
  • Indicare l’origine e la storia del prodotto.
  • Semplificare i ritiri o eventuali richiami dei prodotti dal mercato.
  • Determinare la competenza di ciascuno nelle filiere.
  • Rispettare eventuali obblighi imposti da normativa locale, nazionale o internazionale
  • Semplificare il controllo delle informazioni che riguardano i prodotti agroalimentari.
  • Aumentare la produttività, il rendimento e i guadagni dell’organizzazione.
  • Migliorare la visibilità aziendale.
  • Rispondere alle richieste dei mercati internazionali.

Iso 22005: è obbligatoria o volontaria?

La norma Iso 22005, rilasciata del 2007 dall’Organizzazione Internazionale per la Normazione, è a base assolutamente volontaria. Questa certificazione è andata quindi, così a sostituire, come abbiamo scritto, le norme precedentemente in vigore: la UNI 10939:2001, che riguarda, infatti, i sistemi di rintracciabilità delle filiere agroalimentari e la UNI 11020:2002 che invece riguarda la rintracciabilità delle aziende del settore agroalimentare.

Per ottenere un sistema di rintracciabilità che può avere la certificazione ISO 22005 è importante rispettare i requisiti normativi richiesti: definire e descrivere gli ingredienti che devono rientrare nel sistema di rintracciabilità di filiera.

Per ottenere questo bisogna, infatti, specificare tutti i soggetti coinvolti (dal fornitore al consumatore finale), e, infine anche, documentare gli spostamenti materiali nella filiera produttiva. È importante che l’azienda scelga delle figure responsabili che devono gestire o fornire il documentare i processi produttivi.

SE VUOI APPROFONDIRE L’ARGOMENTO ISO 22005 TI CONSIGLIO DI LEGGERE ANCHE L’ARTICOLO SULL ISO DI IT.WIKIPEDIA.ORG E SE VUOI INVECE LEGGERE LE ALTRE CERTIFICAZIONI ALIMENTARI COME LA I G T, DOC E DOCG LEGGI QUI.

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DOC significato: acronimo e quando si usa nei vini bianchi o rossi https://www.ricettaoriginale.com/doc-significato/ Thu, 16 Jul 2020 06:39:00 +0000 https://www.ricettaoriginale.com/?p=7348 DOC significato = Denominazione di Origine Controllata, questa sigla si utilizza sopratutto sui vini; non garantisce solo la provenienza del vitigno stesso, ma anche della qualità del prodotto vinicolo. Le sigle e i marchi dei prodotti di qualità, sono sempre messi in bella mostra sulle bottiglie dei vini e spesso utilizzate per promuovere il prodotto stesso. Semplici […]

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DOC significato ... di qualità
DOC significato dell’acronimo e quando si usa nei vini rossi o bianchi

DOC significato = Denominazione di Origine Controllata, questa sigla si utilizza sopratutto sui vini; non garantisce solo la provenienza del vitigno stesso, ma anche della qualità del prodotto vinicolo.

Le sigle e i marchi dei prodotti di qualità, sono sempre messi in bella mostra sulle bottiglie dei vini e spesso utilizzate per promuovere il prodotto stesso.

Semplici lettere di un acronimo, tre o quattro lettere alla fine del nome, un marchio colorato sull’etichetta sulla bottiglia di vino o sono la garanzia di un buon vino?

E perché no anche la garanzia di un negozio fisico o un shop online di vini di qualità?

Nella nostra bella Italia, abbiamo la fortuna di avere attualmente più di 300 vini con la classificazione Denominazione di Origine Controllata; La maggior parte dei vini provengono da vitigni situati in Piemonte.

Ti consiglio, per orientarti negli acquisti di vini bianchi o rossi, vista la grande scelta, di farti aiutare dal sito Altririmedi, dove troverai raccolti e catalogati, migliaia di vini da centinaia di shop online, più conosciuti e anche di nicchia.

Trovi al suo interno le maggiori denominazioni e tutti i vini sono puntualmente catalogati.

Vini DOC e vini DOCG a confronto

Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sul DOC significato e sulle altre sigle dei vini

Quale è la differenza di categoria tra un vino DOC e vino DOCG ? Vediamo di fare un pò di chiarezza e capire come fare per riconoscere l’acronimo doc.

Con la sigla DOC, che come abbiamo detto, è l’acronimo di Denominazione di Origine Controllata, cataloga tutti quei vini che sono prodotti con uve raccolte in un determinato territorio.

La sigla Denominazione di Origine Controllata, che è impressa sulle etichette del vino, serve per indicare un prodotto vinicolo di qualità:

  • DOC significato di qualità e caratteristiche ben individuate… ;
  • Fatto con materie prime;
  • Una zona specifica;
  • Un disciplinare di produzione approvato con un decreto ministeriale da seguire;

Un vino di Denominazione di Origine Controllata, è analizzato accuratamente, prima di essere messo sul mercato, per verificare che rispetti tutti quei parametri indicati nel disciplinare.

Normalmente, un vino prima di diventare di Denominazione di Origine Controllata, ha ottenuto e mantenuto, il marchio I G T (Indicazione Geografica Tipica), per almeno 5 anni.

Il vino italiano DOC, non garantisce solo l’origine del vitigno, ma anche la qualità del prodotto stesso. Quindi DOC significato più ampio di garanzia nell’acquisto.

Vino classico, vino riserva e vino superiore

Trascorsi 10 anni nella classificazione DOC un vino, può passare alla denominazione DOCG; acronimo di Denominazione di Origine Controllata e Garantita, che conferisce un prestigio ulteriore all’etichetta del vino.

Certo che non tutti i vini di Denominazione di Origine Controllata, diventano automaticamente DOCG: ma solo quelli che superano le analisi organolettiche e chimico-fisiche, previste nel disciplinare DOCG.

I test sono effettuati sul vino in fase di produzione, e anche ripetuti, nella fase dell’imbottigliamento,

In questa fase una commissione procede anche con l’assaggio, per una valutazione sensoriale del vino stesso. Se l’assaggio del vino non supera questi test, non può passare alla denominazione successiva DOCG.

  1. I vini DOC significato e denominazione DOCG hanno ulteriori classificazioni:
  2. Vino “classico” prodotto in una zona DOC o DOCG con una storia preminente;
  3. Vino “riserva” è un vino con un ulteriore processo di invecchiamento, superiore a quello previsto dal disciplinare;
  4. Categoria “superiore”, sono quei vini di Denominazione di Origine Controllata o DOCG. Questi sono ottenuti da vitigni che hanno una resa per ettaro inferiore al 10% previsto normalmente dal loro disciplinare.

Vini I g t, significato dell’acronimo

Il marchio I G T significa Indicazione Geografica Tipica, ed è la terza delle cinque denominazioni e classificazioni riconosciute ai vini in Italia.

Con questo termine sono indicati tutti quei vini prodotti in aree geografiche ampie, che comunque seguono il disciplinare specificato della legge.

Dal 2010, la classificazione IGT, è inserita nella categoria comunitaria IGP (Indicazione Geografica Protetta), così come i marchi DOCG e DOC, che sono sotto la denominazione DOP.

In generale quindi, il marchio Igt, è un vino tipico italiano riconosciuto dall’Unione Europea.

Cosa prevede il marchio IGT

Per poter ottenere la certificazione I G T, un vino deve essere prodotto nella rispettiva indicazione geografica: le uve utilizzate per la produzione, devono provenire, per almeno l’85%, esclusivamente da tale zona geografica.

Inoltre devono essere specificate le caratteristiche organolettiche.

Si tratta, ovviamente, di requisiti meno restrittivi di quelli richiesti per i vini DOC; ma queste indicazioni rendono importanti i vini IGT, perché li distinguono dal vino da tavola, che non ha un disciplinare.

Inoltre, un vino Igt può diventare Doc, trascorso un periodo di 5 anni e che rispetti i requisiti richiesti dal disciplinare DOC.

Per approfondire ulteriormente il discorso sul DOC significato, ti consiglio di leggere l’articolo sul “disciplinare di produzione” presente sul sito It. Wikipedia.com

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I G T certificazione: acronimo di Indicazione Geografica Tipica https://www.ricettaoriginale.com/i-g-t-certificazione-acronimo-di-indicazione-geografica-tipica/ Thu, 04 Jun 2020 18:11:00 +0000 https://www.ricettaoriginale.com/?p=5394 I G T: cosa è e cosa significa I G T è l’acronimo di Indicazione Geografica Tipica, è una delle cinque certificazioni presenti in Italia: DOP, DOC, DOCG e IGP. Questa indicazione seleziona i migliori vini da tavola presenti sul mercato, che hanno delle precise caratteristiche: zona di produzione e tecniche di produzione. La sigla […]

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Vini ad Indicazione Geografica Protetta
I.G.T. Vini ad Indicazione Geografica Protetta

I G T: cosa è e cosa significa

I G T è l’acronimo di Indicazione Geografica Tipica, è una delle cinque certificazioni presenti in Italia: DOP, DOC, DOCG e IGP.

Questa indicazione seleziona i migliori vini da tavola presenti sul mercato, che hanno delle precise caratteristiche: zona di produzione e tecniche di produzione.

La sigla per vini I.G.T nasce dall’esigenza di dare evidenza a certe tipologie di vini che altrimenti sarebbero superati da quelle di denominazioni superiori.

La certificazione i.g.t.

I vini riconosciuti con il marchio IGT sono creati sicuramente con uve specifiche, ma non di un territorio ristretto e ben indicato, a differenza dei marchi DOC e DOCG.

Ad esempio una regione o un più territori, che abbia come caratteristica quella di avere una buona uniformità ambientale che dia delle qualità specifiche e univoche a quel vino.

I vini a marchio DOC e ancora di più quelli a marchio DOCG al contrario, sono riconducibili a territori ben definiti, tanto da poter indicare anche il vigneto sulla bottiglia.

Anche sull’imbottigliamento e l’etichettatura il marchio IGT è meno restrittivo rispetto rispetto al disciplinare DOC e DOCG.

Vini igt: che cosa significa e cosa prevede questo marchio

Le differenze più importanti tra l’indicazione IGT e quelle degli altri disciplinari, le troviamo proprio sulle etichette:

infatti sui vini IGT non è obbligatorio scrivere il vitigno di provenienza, a meno che questo non sia una vigna molto grande, ne l’annata del vino e neanche il colore.

Questa mancanza di indicazioni, non vuol dire che sia un vino minore, le caratteristiche e la qualità possono essere le stesse dei vini con etichetta DOCG e DOC; ma semplicemente per una scelta commerciale o perché non ha raggiunto i parametri previsti dagli altri disciplinari.

Può succedere talvolta, che alcuni produttori di vini decidano di mandare sul mercato con l’etichetta IGT e non con il marchio DOCG o DOC;

anche se le caratteristiche del loro vino sono molto alte, e molto superiori rispetto ai parametri richiesti dal certificato IGT e da alcuni prodotti vinicoli DOC.

I vini certificati IGT in Italia sono al momento solo 118, questo numero può anche diminuire, perchè il disciplinare prevede che dopo 5 anni di mercato, i vini IGT possono prendere il marchio DOC;

se hanno dimostrato in questi anni, di aver rispettato e rispecchiano il disciplinare previsto per il salto di categoria.

Vin de pays e landweine… gli IGT del nord Italia

Una curiosità il marchio IGT sulla etichetta della bottiglia, nel nord Italia, sovente si sostituisce con una dicitura in lingua locale:

“vin de pays” per la Valle d’Aosta e “Landweine” per il Trentino Alto Adige.

I vini etichettati con il marchio IGT in precedenza erano denominati solamente con la sigla IG, acronimo di Indicazione Geografica e dovevano essere verificati ogni anno.

Dopo legge 164/92 invece uscì il decreto 81/2010 che stabilì che i vini a marchio IGT devono anche aggiungere “protette”, quindi Indicazioni Geografiche Protette

Infatti il disciplinare per i vini a marchio IGT prevede:

  • Questo per essere un vino i g t:
  • Ampelografia, (dal greco ἂμπελος (ampelos)= vite + γραφὶα (grafia)= descrizione) che è la disciplina che studia, identifica e classifica per varietà i vitigni.
  • Indicazione geografica con le zone e i metodi di produzione delle uve e i vitigni ammessi, i tipi di vini consentiti
  • Colore e la resa massima delle uve per ettaro di terreno,
  • Titolo alcolometrico minimo dell’uva e la gradazione.

IGT e la denominazione…

La denominazione del vino, è il nome assegnato al vino che dovrà rispettare il disciplinare;

mentre nella voce ampelografia sono descritti i vini e se sono bianchi, rossi o rosati e se si tratta di un vino novello o frizzante.

Come spiegavamo sopra, solamente il 15% di uva, può far parte di un altro vitigno, però sempre nel territorio circostante al vitigno principale.

Il disciplinare IGT prevede che venga indicata la zona di produzione dell‘uva e i paesi compresi nel territorio della produzione;

mentre nelle disposizioni per la viticoltura è indicata la produzione massima di uve per terreno e la gradazione alcolica;

che si intende la misura del contenuto di etanolo in una bevanda alcolica e dei vini rossi, rosati e bianchi.

Disciplinare I G T le sue disposizioni…

Inoltre nelle disposizioni, sono indicate la resa dell’uva, mentre nelle qualità al consumo, viene indicato con cura ogni genere di vino, sia per le caratteristiche organolettiche, sia per quelle fisico-chimiche.

In merito alle indicazioni organolettiche, sono indicati:

  1. la gradazione alcolica, tutto questo per avere il marchio i g t:
  2. il colore
  3. l’acidità del vino
  4. l’odore
  5. il sapore

Inoltre viene disciplinato cosa si può scrivere, che aggettivi e parole utilizzare da poter inserire sull’etichetta della bottiglia, in modo da dare una informazione precisa al consumatore.

Per concludere nel disciplinare IGT, vengono fornite, anche regole per indicare, sempre nell’etichetta, come presentare il territorio dell’uva, la sua storia, il clima del suo territorio, le caratteristiche del terreno.

INGREDIENTI ORIGINALI

  1. IGT e IGP… al primo posto Pasta di Gragnano IGP una pasta dalla filatura in bronzo e lavorazione artigianale.
  2. Le tartina sfiziose fatte con il Caviale Rosso o caviale di salmone una prelibatezza per il nostro palato.

Leggi anche la descrizione e i contenuti sul marchio I G T di it.wikipedia.org

L'articolo I G T certificazione: acronimo di Indicazione Geografica Tipica proviene da Ricetta Originale.

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